I nutraceutici contro le cefalee

Nel corso del 31° congresso nazionale SISC (Società Nazionale Studio Cefalea) congiunto europeo (EHF) tenutosi a Roma a inizio dicembre, si è parlato ampiamente di nutraceutici: da ‘come si curava l’emicrania una volta’ a tutte le novità in termini di profilassi; dalla tossina botulinica, approvata dall’AIFA nel 2013, per il trattamento preventivo dell’emicrania cronica, ai nuovi dispositivi di neurostimolazione non invasiva, fino ai nuovi ed interessanti preparati nutraceutici (integratori alimentari) contenenti prodotti naturali, ma non per questo non efficaci, non più da considerarsi alternativi ai farmaci.

Alimentazione ed integrazione nelle malattie neurologiche. Nel corso del 31esimo Congresso Nazionale SISC si è ampiamente parlato di nutraceutici e di come questi possano risultare efficaci nel trattamento delle cefalee. Vediamo di cosa si tratta.

Circa dieci anni fa i nutraceutici (termine improprio che deriva dall’unione di nutrizione e farmaceutica) erano nell’immaginario collettivo equiparabili a prodotti di erboristeria, e lo stesso nome veniva impiegato per parlare sia dei “functional food” che comprendono cibi che contengono sostanze utili in situazioni carenziali come le verdure a foglie verdi che contengono l’acido folico o le noci, il salmone che contiene omega- 3, noto a tutti nell’ambito della terapia dell’ipercolesterolemia, sia dei prebiotici o probiotici che degli integratori alimentari “dietary supplement” di cui si parla oggi per la terapia dell’emicrania.


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