Non abbassare la guardia

L’HIV è spesso sottovalutato. Non ci stancheremo mai di ricordarlo, ma in questi anni il temuto virus sembra godere di tanta, troppa, libertà di diffondersi indisturbato, complice un’opinione pubblica che sembra aver smesso di preoccuparsi di quello che negli anni ’80 era considerato il killer più temuto. Cosa è successo? I numeri parlano chiaro e suggerirebbero invece uno sforzo di attenzione. A fare il punto sulla situazione è stato recentemente il CROI, giunto alla sua 25esima edizione.

Il virus dell’HIV è (troppo) spesso sottovalutato e, esaurito l’effetto delle campagne shock anni ‘80/’90, corriamo ora il serio pericolo che questo torni prepotentemente a diffondersi, soprattutto tra i giovanissimi. È per questo motivo che occorre mobilitarsi e tornare a puntare i riflettori sulle terribili conseguenze di una sua diagnosi tardiva.

La conferenza annuale sui retrovirus e le infezioni opportunistiche, si è soffermata sull’HIV e sulla sua correlazione con le dipendenze da droghe iniettive. Se negli USA il numero dei sieropositivi continua ad aumentare, soprattutto a causa del dilagare della tossicodipendenza, in altri Paesi, invece, il virus dell’HIV sembra prediligere la via sessuale come mezzo di trasmissione.


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