Fascia C, si riapre la partita

Il passaggio delle consegne al Ministero della Salute ‘rischia’ realisticamente di tradursi in una svolta per il comparto. Che Giulia Grillo, arrembante parlamentare pentastellata e neopromossa Ministro della Salute, avesse sposato la causa delle parafarmacie facendosi carico delle loro istanze non è di certo una sorpresa, ma ora che da ministro si trova a presiedere il dicastero chiave di tutta la questione, le possibilità di vincere la partita aumentano considerevolmente. In attesa che il ‘governo del cambiamento’ si meriti alla prova dei fatti il suo appellativo, vale forse la pena fare un piccolo riepilogo delle puntate precedenti. Fascia C. Di cosa stiamo discutendo? Si tratta, lo sapete tutti, di una importante battaglia che i farmacisti di parafarmacia combattono da lungo tempo: perché in Italia la vendita di questa tipologia di farmaco è preclusa alle parafarmacie? Il tema non è di poco conto. La natura di questi farmaci è infatti ben nota a tutti i farmacisti abilitati, che sono pertanto autorizzati a dispensarli all’interno di tutte le farmacie del Paese, ma allora perché queste competenze sembrano improvvisamente (e inspiegabilmente, aggiungeremmo) scomparire quando quello stesso professionista cambia ‘indirizzo’? Escludendo, chiaramente, che si tratti di una questione toponomastica, resta una pregiudiziale quantomeno anacronistica: a dispensare il farmaco è una farmacia e non un farmacista. Un vincolo contro cui si schiera da sempre il mondo delle parafarmacie, che rivendica un percorso di autoaffermazione iniziato con le liberalizzazioni del decreto Bersani e al momento monco. Oggi la possibile svolta. La nomina della Grillo potrebbe infatti, il condizionale in politica è d’obbligo, rappresentare il superamento di questo stallo e fornire l’input necessario a risolvere la situazione una volta per tutte. Non a caso la nomina del neo ministro è stata accolta con estremo entusiasmo da tutte le sigle sindacali e associative legate al mondo delle parafarmacie. Al di là dei consueti auspici di ‘buon lavoro’, atto dovuto ad ogni inizio legislatura che si rispetti, è possibile infatti leggere qualcosa di più tra le righe delle dichiarazioni ufficiali, uno spirito diverso. Un ottimismo ben lontano dai formalismi. Chiarissime, tanto per fare un esempio, le parole di Matteo Branca, presidente FNPI: “Ora è il momento di superare ogni futile diatriba interna alla categoria e ricompattarci: la Federazione si rivolge a tutti i colleghi, di ogni provenienza sindacale. Sono invitati tutti i colleghi che vogliano contribuire alla compattezza di cui abbiamo bisogno per presentare una proposta forte, univoca, ragionevole e convincente alla politica”. Branca, anch’egli salito da poco alla guida della Federazione, sembra quindi fortemente intenzionato a far valere con forza le posizioni della categoria. Due neo eletti, Branca e la Grillo, accomunati dall’entusiasmo e la determinazione nel perseguire una causa comune. Una coincidenza, che non esitiamo a definire ‘felice’. E che cambiamento, finalmente, sia.

Buona lettura.