Autismo, è ora di fare network

In troppe aree del mondo, soprattutto nei Paesi a basso o medio reddito, la conoscenza dell’autismo è ancora limitata e l’accesso alla diagnosi e ai trattamenti è di fatto precluso. La stessa ricerca scientifica è condotta in pochi Paesi, tutti ad alto reddito. Per reagire a questo squilibrio, segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nasce all’Ospedale Bambino Gesù un network internazionale composto da clinici e ricercatori provenienti da 20 Paesi e 4 continenti. L’obiettivo: sviluppare e condividere protocolli di valutazione, diagnosi e trattamento ‘open-access’, cioè senza copyright, quindi meno costosi e più facilmente accessibili.

Il Bambino Gesù di Roma ha ospitato la prima riunione di un network internazionale ideato e promosso per sviluppare e condividere protocolli di valutazione, diagnosi e trattamento open access. Vediamo di cosa si tratta e perché possiamo dire di essere di fronte ad un potenziale passo in avanti nella lotta all’autismo.

Il network si è riunito per la prima volta a Roma il 28 marzo, al Bambino Gesù, in previsione della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007 e celebrata ogni 2 aprile. Nel comitato scientifico sono rappresentati, oltre all’Italia, l’Olanda, il Belgio, la Spagna, il Portogallo, la Serbia, la Giordania, la Georgia, il Messico e il Brasile.


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