“Pronti a dare il nostro contributo”

L’auspicato cambio di passo per il sistema-salute del nostro Paese sembra oggi più che mai a portata di mano. Le prime dichiarazioni di intenti rese pubbliche dal neo ministro Giulia Grillo stanno infatti incassando il plauso di molte categorie professionali e incoraggiando gli entusiasmi in particolare dei farmacisti. Che sia davvero la volta buona per scrivere un nuovo capitolo nella storia delle parafarmacie italiane? “Il cittadino è tornato al centro dell’azione di governo – ha commentato Matteo Branca, presidente della FNPI – maggiore accesso alle cure, maggiore capacità d’acquisto, più trasparenza, più investimenti, più scelta, più meritocrazia, più risparmi, più servizi, meno sprechi, meno disparità, più diritti. Indirizzi – conclude – in cui i farmacisti delle parafarmacie italiane si riconoscono pienamente e a cui daranno il loro contributo”. Le premesse, quindi, sembrerebbero essere quelle giuste per pensare ad un serio concretizzarsi dell’atteso cambio di passo. Ma come si compone il futuro che le parafarmacie italiane sperano ora di costruire? Sulla strada da percorrere le associazioni di categoria sembrano avere idee chiare ed una ritrovata unità: rimettere il farmacista, la professionalità del farmacista, al centro della scena è senza dubbio la prima cosa da fare, e questo soprattutto alla luce del fatto che i cittadini italiani, questo si evince dalle tante voci che animano la discussione pubblica, chiedono a gran voce che venga finalmente completato quel processo di liberalizzazione promesso dalla Legge Bersani. Le parafarmacie, questo il messaggio lanciato nel corso dei recenti “Stati generali”, sono pronte, più che pronte, a raccogliere questa istanza traducendola in un servizio utile e di qualità. Che sia la volta buona?

Buona lettura.