Le parafarmacie pensano in grande

Servizi Regionali, come il Cup, accessibili nelle parafarmacie del Lazio? Quella che fino a qualche tempo fa sembrava essere una ‘missione impossibile’ potrebbe invece rivelarsi uno scenario credibile grazie ad un clamoroso colpo di scena. Mentre il comparto discute della professione di farmacista (entrando soprattutto nel merito del luogo in cui questo è autorizzato ad esercitarla) leggiamo una notizia: è avvenuto un incontro informale tra il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il vicepresidente della Fnpi Stefano Migliori, un confronto durante il quale si è paventata la possibilità di far accedere le parafarmacie ai servizi regionali come ad esempio il Cup, il sistema di prenotazione in cui la Regione inserirà anche le strutture sanitarie convenzionate. La notizia è di quelle che in termini giornalistici chiameremmo ‘bomba’, quindi vogliamo saperne di più e ci informiamo. Galeotto fu settembre. A margine di un evento locale, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ha visitato la parafarmacia gestita da Stefano Migliori, con il quale si è intrattenuto a discutere della situazione del comparto laziale e dell’andamento delle parafarmacie sul territorio. Il vicepresidente di FNPI ha quindi colto l’occasione per sottolineare l’utilità sociale, sanitaria, il ruolo di presidio e di risorsa per il cittadino rappresentato oggi dalle parafarmacie del territorio. “In molte altre regioni – ha affermato Migliori – il servizio Cup esteso alle parafarmacie aiuta i cittadini ad accedere più facilmente alle cure del Sistema sanitario regionale“. Da qui la proposta lanciata al governatore del Lazio: “È recente la notizia che la Regione inserirà nel sistema di prenotazione anche le strutture sanitarie convenzionate. Le parafarmacie potrebbero rispondere in termini sia numerici che di servizio ai crescenti bisogni di accesso alle liste d’attesa regionali”. Zingaretti si è dimostrato interessato a questa possibilità e, sottolinea una nota della FNPI “ha manifestato grande disponibilità al dialogo nell’interesse della Regione e dei cittadini che vi abitano”. Ora la questione passerà all’assessore alla Sanità D’Amato dal quale attenderemo sviluppi. E chissà che ora non si possa ipotizzare addirittura ad un tavolo attorno al quale sedersi e discuterne.

Buona lettura.