Fitoterapia e ipertensione

L’ipertensione è il più grande fattore di rischio di mortalità in tutto il mondo ed è responsabile di più della metà di tutti i casi di ictus e patologie coronariche; infatti secondo il Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure il rischio di morte cardiovascolare aumenta esponenzialmente con l’incremento della pressione arteriosa a valori superiori a 130/85. Purtroppo, nonostante i programmi di sanità pubblica e molte farmacoterapie efficaci per la cura dell’ipertensione nelle economie sviluppate, ad oggi circa il 25% degli adulti soffre di ipertensione e questa condizione clinica è in aumento tanto che le previsioni indicano che un terzo degli adulti in tutto il mondo soffrirà di ipertensione entro il 2025.

In questo approfondimento a cura dei nostri esperti analizziamo le potenzialità applicative della fitoterapia e di due “nuove” specie esotiche utili nel tenere sotto controllo l’ipertensione, una patologia che, lo ricordiamo, costituisce uno dei più alti fattori di rischio di mortalità in tutto il mondo. Entriamo nel merito.

Non esiste una causa precisa, identificabile, facile da individuare e quindi da rimuovere: gli elevati valori pressori sono il risultato dell’alterazione di meccanismi complessi che regolano la pressione (sistema nervoso autonomo, sostanze circolanti che hanno effetto sulla pressione, ecc.); la scarsità dei sintomi e la loro aspecificità sono il motivo principale per cui spesso il paziente non si accorge di avere la pressione alta.


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