Omeopatia veterinaria

L’omeopatia, scienza dell’osservazione per eccellenza, applica da decenni in medicina il metodo sperimentale oggi comunemente ritenuto garanzia di un rigoroso atteggiamento scientifico. Già nella seconda metà del XVIII secolo Samuel Hahnemann, medico tedesco, capì che alcune sostanze, se somministrate all’uomo sano, producevano gli stessi sintomi che, nell’uomo malato, esse erano in grado di guarire. Egli sperimentò su se stesso, sulla sua famiglia e su alcuni allievi sani numerose sostanze in natura trovò che queste provocavano particolari effetti, sia fisici che psichici sovrapponibili a quelli riscontrati sui malati. Tali studi furono confermati da sperimentazioni durate per 20 anni con diverse sostanze prima di pubblicare il primo libro dell’Organon.

C’è un modo efficace, ma poco noto, di prenderci  cura dei nostri animali domestici: l’omeopatia.  In questo approfondimento il dott. Bruno Cipollone  descrive come il principio del “simile che cura  il simile” funzioni anche per i nostri amici  “a quattro zampe” e condivide con noi  la sua grande esperienza in materia. 

L’omeopatia è, oggi, in Italia una forma di medicina praticata da un ridotto numero di medici veterinari, la maggior parte dei quali opera negli allevamenti zootecnici d’indirizzo biologico. Mentre nel campo dei piccoli animali la schiera di veterinari omeopati va aumentando di anno in anno, anche vista la richiesta sempre più crescente da parte dei proprietari di pet. Il crescente sviluppo delle medicine, che io preferisco dire “integrate”, e cioè l’omeopatia, l’agopuntura e la fitoterapia, ha permesso che la precedente diffidenza sarebbe stata scalzata dall’evidenza dei fatti e dall’impossibilità degli animali di rispondere alle terapie per il cosiddetto “effetto placebo”.


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