Una risorsa per il cittadino

Il governo Prodi nel 2006   fece nascere col decreto Bersani   le parafarmacie, esercizi   in cui e prevista la presenza   obbligatoria del farmacista,   a dispensare i farmaci da banco e   dare consiglio. Il governo poi cadde   e rimase incompiuta la seconda   fase, inerente ai farmaci con obbligo   di ricetta a carico del paziente, non   mutuati: a iter concluso si sarebbe di   fatto realizzata una semplice distinzione,   a parita di farmacista operante   nell’esercizio, tra farmacia convenzionata   e farmacia non convenzionata   con il SSN.  

In un momento estremamente delicato  per il comparto delle parafarmacie italiane,  Matteo Branca, presidente FNPI,  prende una posi   e netta e avverte:  noi, i farmacisti di parafarmacia, siamo  una risorsa per i cittadini e una potenzialita  che andrebbe valorizzata. 

Il governo Monti tento di portare a   compimento quel percorso, ma fu   bloccato, e forse la strada per l’ingresso   del capitale nelle farmacie fu   spianata in origine proprio da quel   blocco, senza il quale i farmacisti delle   parafarmacie e quelli delle farmacie   italiane avrebbero potuto unirsi e   costituire insieme una vasta rete comune   di protezione e tutela professionale   e imprenditoriale. Ad oggi, le   farmacie in Italia sono circa 17.000,   le parafarmacie circa 5.000, e, nonostante   molte zoppie legislative e   difficolta, queste ultime costituiscono   una consolidata risorsa sociale, sanitaria   e occupazionale, volta al vantaggio   e al benessere del cittadino:   concorrenza etica, servizi, risparmio,   scelta, consiglio, capillarita, accesso   alle cure, occupazione, a costo zero   per lo Stato.  


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