Braccio di Ferro e gli spinaci: mito o scienza?

Chi di noi da piccolo, o anche da adulto, non ha tifato per Popeye the Sailor Man, più conosciuto come Braccio di Ferro, il marinaio immaginario statunitense creato da Elzie Crisler Segar apparso in strisce a fumetti e cartoni animati cinematografici e televisivi che, oltre al grande cuore che usa in difesa dei più deboli, possiede invulnerabilità fisica, forza, velocità e altri super poteri, ottenuti grazie a un’alimentazione ricca di spinaci che assume soprattutto in lattina prima di affrontare i “nemici” e che hanno la proprietà di far crescere in maniera instantanea i suoi bicipiti. Non sappiamo se Segar conoscesse la betaina, il maggiore costituente presente negli spinaci, che oggi viene utilizzata nello sport come integratore sia nelle discipline di endurance sia negli allenamenti ad alta intensità, e che potrebbe essere utile anche in clinica per combattere l’iperomocisteinemia con un dosaggio che va dai 500 ai 9000 mg/die oppure per la modulazione della composizione corporea. Infatti, alcuni studi hanno evidenziato come la supplementazione con betaina potrebbe promuovere la riduzione della massa grassa e/o l’aumento della massa magra rappresentando un coadiuvante in atleti e/o pazienti in sovrappeso.

In ogni storia sussiste un fondo di verità. E allora potremmo anche chiederci perché mangiare spinaci conferisca a Braccio di Ferro la sua proverbiale forza. Superpoteri (da fumetto) o evidenza scientifica? Seguiamo il prof. Angelini, presidente SINSeB, in questo interessante approfondimento scientifico.

Il meccanismo con cui questa sostanza agisce non è stato ancora ben chiarito, però sembrerebbe possedere un’attività lipolitica (vale a dire di diminuzione della massa grassa), ma anche contrastante la formazione di grasso e, con un meccanismo simile al GH, essa favorirebbe la produzione del fattore di crescita IgF1 con un aumento della sintesi proteica intracellulare esercitando anche un’azione anticatabolica e contrastante la sensazione di affaticamento. Oltre che nella barbabietola, dove raggiunge una concentrazione di 250 mg/100 g da zucchero, e negli spinaci, dove è in dose di 600 mg/100 g, la betaina è presente in elevate quantità anche nella crusca di grano (1.330 mg/100 g), nelle germe di grano (1.241 mg/100 g) e nel pane di grano (200 mg/100 g), con valori però molto variabili.


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