Le allergie da polline, un nuovo approccio

Una primavera decisamente anomala, quella del 2019: prima un caldo quasi estivo e poi l’arrivo improvviso della pioggia. Oltre a non sapere come e quanto vestirsi, il problema è soprattutto sul fronte allergia. In particolare, per chi soffre di congiuntivite allergica da pollini, l’alternarsi repentino delle temperature può coincidere con l’inizio di un periodo difficile, nello specifico per quanto riguarda l’esposizione all’aria aperta. Perché, se è vero che la pioggia ‘pulisce’ è anche vero che contribuisce ad aumentare la diffusione di pollini, anche a causa di un’aumentata ventosità. Una premessa generale sulle allergie congiuntivali Quando si parla di allergie congiuntivali si fa riferimento a un’infiammazione della congiuntiva (la membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre), causata dal contatto con agenti estranei.

Per chi soffre di congiuntivite allergica da pollini, la primavera e l’inizio dell’estate rappresentano momenti particolarmente delicati. Ma oggi, la gestione di questo problema può rivelarsi più semplice grazie a un nuovo approccio studiato a più livelli, come ci spiegano il dott. Gianenrico Senna, allergologo, e la dott.ssa Pia Allegri, oftalmologo specialista in infiammazioni oculari.

A seconda della causa scatenante si parla di un diverso tipo di congiuntivite, dalla congiuntivite allergica stagionale, alla congiuntivite primaverile, fino alla cheratocongiuntivite atopica, per citare le forme più frequenti. In generale causano disturbi come prurito, gonfiore alle palpebre, lacrimazione, bruciore e arrossamento.


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