Autoanalisi in parafarmacia. “Serve chiarezza”

Maria Giulia Mazzoni
Maria Giulia Mazzoni
Direttore Responsabile

Autoanalisi. Che fare? La situazione in cui si trovano molte parafarmacie italiane è ancora molto confusa. Proviamo a vederci chiaro. Ad offrire una linea guida con cui orientarsi è il presidente FNPI, Davide Gullotta, che pubblica un video esplicativo su YouTube. “Molti colleghi – spiega – che hanno acquistato macchinari e materiali oggi non sanno se possono utilizzarli. Inoltre esiste una situazione molto diversa tra le varie regioni”. Partiamo dalla fine. Casus belli è una sentenza della Corte Costituzionale che, basandosi sulla legge della farmacia dei servizi, ha sancito che l’autoanalisi è ‘riservata alla farmacia’. Ma è qui che Gullotta sottolinea un aspetto chiave: “L’autoanalisi rappresenta la fornitura di uno strumento al paziente per la misurazione di un parametro ematico. Come nel caso di chi deve tenere sotto controllo la glicemia. Dunque, si tratta di un’operazione che non prevede l’intervento diretto del farmacista”. Ha quindi senso parlare di un divieto assoluto per la parafarmacia? Sembrerebbe di no, anche se su questo vige uno status quo profondamente differente da regione a regione, “in alcune regioni alcuni ispettori delle Asl ci dicono che si può fare, in altre no. E molti colleghi non possono più fornire un servizio importante ai pazienti”. Secondo Gullotta, per ora esistono tre possibili soluzioni: “La prima passa per le giornate promozionali: non parlare dunque di servizio continuativo. Alternativamente, si può creare un ambulatorio infermieristico, con un infermiere”. La questione dei costi però risulta ancora una volta un aspetto cruciale che rischia di contribuire in modo sostanziale alla definizione di un universo, quello delle parafarmacie, profondamente disomogeneo. È proprio su questo che le associazioni di categorie stanno combattendo da anni. Era il 2016 quando una serie di sentenze avevano discusso nel merito, ma ad oggi, a tre anni di distanza, la questione non sembra essersi ancora del tutto definita. “Serve un chiarimento”, chiude Gullotta e noi non possiamo che essere d’accordo con lui.

Buona lettura

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