Misurare la pressione, le direttive dell’AHA

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità nel mondo. L’ipertensione è responsabile del 20-25% delle morti per infarto miocardico, più del 50% per insufficienza cardiaca, del 50% per ictus, causando arteriopatie periferiche obliteranti (stenosi e occlusioni) e dilatative (aneurismi). Questi i motivi che portano ad avere un’attenzione maggiore verso la pressione arteriosa. La valutazione della pressione sanguigna è indubbiamente il tipo di misurazione più comune nella pratica clinica, permettendo di avere una visione generale sullo stato di salute dell’intero organismo. Risulta dunque evidente l’importanza di assicurare la massima precisione e accuratezza nel monitoraggio di questo parametro.

Nella prevenzione, diagnosi e gestione dell’ipertensione ad assumere un ruolo fondamentale è la corretta misurazione della pressione arteriosa. L’American Heart Association (AHA) fornisce un vademecum aggiornato del quale ci parla il nostro esperto, il dott. Armando Ferraioli.

La pressione sanguigna è la forza con cui il sangue viene spinto dalla pompa cardiaca nei vasi; prende il nome di pressione arteriosa (PA) se si tratta di arterie o di pressione venosa se si tratta di vene. Più è alta la pressione, maggiore è il lavoro che deve compiere il cuore. La pressione arteriosa dipende da due fattori: gittata cardiaca, ovvero il volume di sangue che il ventricolo sinistro spinge in aorta in un tempo determinato; resistenza, ovvero la resistenza al flusso, data dai vasi.


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