Covid e pediatria. L’impegno di AIEOP

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Partiamo da un assunto confermato da tutte le evidenze: il COVID-19 colpisce più duramente i pazienti fragili. Come proteggere i pazienti pediatrici? I pazienti pediatrici sono, per fortuna, poco colpiti dall’epidemia, ma anche loro possono essere infettati. E non solo, possono essere facile veicolo per trasferire l’infezione. Per ridurre la possibilità di contagio le stesse regole consigliate per gli adulti valgono anche per i bambini. Esiste per loro un rischio aumentato?

Assicurare a tutti i pazienti pediatrici la prosecuzione delle cure ed evitare che le difficoltà che l’Italia e il suo sistema sanitario stanno vivendo per effetto della pandemia da COVID-19 compromettano l’ottenimento della guarigione di ogni assistito. È questo l’impegno assunto dall’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica e per saperne di più abbiamo intervistato il presidente Marco Zecca.

Fortunatamente per i bambini non si è osservato un rischio aumentato. Inoltre, il decorso è gravato sicuramente da meno complicanze rispetto all’adulto. Il decorso della malattia sembra ormai noto e riguarda principalmente l’insufficienza respiratoria. Succede negli anziani così come nei bambini? Quali, clinicamente, i possibili effetti del venire a contatto con il virus per i pazienti pediatrici? L’infezione da COVID-19 in età pediatrica si presenta per lo più in modo asintomatico o in forme lievi. Dopo un’incubazione di circa cinque giorni, solo il 5% presenta dispnea o ipossiemia e meno dell’1% ha una sindrome da distress respiratorio acuto o una disfunzione multiorgano.


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