Giù la mascherina

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L’emergenza Covid ha visto le parafarmacie italiane in prima linea a fornire assistenza e supporto (anche psicologico) ai tanti italiani travolti da ansie, dubbi e problemi. Tra questi quello più cogente è stato (e ahimè, resta) il reperimento delle mascherine protettive. Tra confusione (tanta) e forniture (scarse) ecco quindi che i farmacisti si sono ritrovati a fare i conti (è davvero il caso di dirlo) con prezzi ballerini e approvvigionamenti difficoltosi. Ma, ed è qui la nota positiva che ci piace far emergere da tutto questo caos, l’emergenza sembra aver avuto l’effetto di compattare la categoria. Le associazioni che rappresentano la maggior parte delle parafarmacie italiane, FNPI, FEDERFARDIS, MNLF e CULPI hanno infatti deciso di presentarsi in modo unitario delegando Davide Giuseppe Gullotta, presidente FNPI, a rappresentarle di fronte al governo e in occasione delle interlocuzioni con il commissario Arcuri. Insomma le Parafarmacie fanno fronte comune per il bene dei cittadini e la formula sembra funzionare. “Il dialogo tra i presidenti e rappresentanti, Paolo Moltoni, Vincenzo De VITO, e Davide Gullotta – si legge in una nota diffusa da FNPI – è costante e quotidiano e manifesta l’intenzione della categoria di agire insieme per il bene comune, al servizio delle istituzioni e della protezione civile a tutela dei cittadini”. Il servizio offerto dalle parafarmacie tuttavia ha vissuto qualche intoppo. “Purtroppo – prosegue la nota – in talune regioni, la proficua collaborazione con il Commissario Arcuri, non viene replicata. In Lombardia, Toscana, Liguria azioni a vantaggio della popolazione come la distribuzione gratuita delle mascherine non vede la partecipazione delle parafarmacie che da subito hanno dichiarato la propria disponibilità. Non è sicuramente il momento per le polemiche – conclude FNPI – ma i ritardi e gli inconvenienti registrati durante queste operazioni, come i pericolosi assembramenti nelle farmacie, sono il frutto di scelte errate e non condivise”. Scelte non condivise. Questo forse il punto focale di tutta la faccenda. L’elemento cardine di quella celebre ‘lezione’ contenuta, lo sappiamo, in tutte le esperienze della vita (e l’incredibile situazione emergenziale che abbiamo vissuto non rappresenta di certo un’eccezione): uniti e coesi si va più lontano. Se è vero quindi che l’unione fa la forza, l’auspicio è che da qui in avanti il mondo delle parafarmacie prosegua compatto nella sua lotta per un pieno riconoscimento e che le vetuste logiche corporative finiscano definitivamente nel dimenticatoio. Buona lettura.

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