Le nuove, cattive, abitudini ‘dettate’ dal Covid

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Dopo le prime tre settimane di isolamento a causa della diffusione del COVID-19, i cittadini lombardi mostrano in generale una “buona tenuta” para psicofisica, ma cominciano ad emergere segnali di disagio, come il peggioramento della qualità del sonno, l’aumento del consumo di cibo per gestire l’ansia, la crescente preoccupazione per la salute e la situazione economica, la tendenza a ingrassare.

I risultati del primo Instant Report realizzato da Villa Miralago e dalla School of Management del Politecnico di Milano su come l’epidemia abbia modificato stili di vita e abitudini alimentari, con focus sulla Lombardia: già dopo tre settimane di restrizioni sono emersi segnali di disagio psicofisico, solo pochi hanno approfittato del maggior tempo libero per occuparsi del proprio benessere

Solo pochi hanno approfittato della situazione per migliorare abitudini alimentari e stili di vita, anche informandosi su quale fosse l’alimentazione più corretta per fronteggiare il virus. Sono le principali evidenze emerse dal primo Instant Report messo a punto da Villa Miralago – Centro per la cura dei disturbi alimentari e dalla School of Management del Politecnico di Milano nell’ambito di una survey nazionale su come l’applicazione delle restrizioni ministeriali per fronteggiare la pandemia da COVID-19 stia modificando l’alimentazione e i comportamenti degli italiani. I risultati si focalizzano sulla Lombardia perché su 6.651 questionari completi ricevuti in 48 ore, segno dell’interesse per il tema, oltre la metà, ben 3.432, provengono da questa regione, che ha subìto più di ogni altra le limitazioni governative.


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