Sport: prevenire gli infortuni dopo il lockdown

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I due mesi di lockdown che abbiamo appena trascorso, se da un lato sono stati necessari per contrastare la pandemia da COVID-19, dall’altro, hanno rischiato di compromettere la salute mentale e fisica delle persone costrette a rimanere a casa. Comportamenti, consuetudini lavorative, relazioni sociali e legami affettivi, hanno subito condizionamenti profondi e mai conosciuti prima, tali da privare ciascuno di noi dei più essenziali e immediati punti di riferimento. Come effetti del lockdown, stiamo sperimentando infatti, nelle settimane passate, una serie di reazioni tra cui: ansia, stati depressivi, attacchi di panico, alterazioni nei ritmi sonno-veglia e alterazioni delle esigenze alimentari, che rappresentano, questi, la spia di un forte disagio1. Tra gli effetti “collaterali” del periodo di lockdown certamente sarebbe da ipotizzare una variazione degli stili di vita personali; anche se comunque sono rimaste inalterate le abitudini a consumare alcuni alimenti tra i quali: i vegetali, in linea generale, tuttavia, sono stati comunque preferiti alimenti a un maggiore apporto calorico, soprattutto tra i bambini e gli adolescenti, aggravato dal fatto che si è osservata ovviamente, una riduzione del tempo impiegato per l’attività fisica2; questo potrebbe, aver influenzato il peso corporeo, ma anche le percentuali di tessuto adiposo tra la popolazione, che diventano particolarmente evidenti già dopo alcune settimane (6 settimane) dall’inizio dell’inattività fisica chiamata “detraining”


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