Gli studi dimostrano che l’esposizione ai fumi chirurgici di chirurghi e personale di sala operatoria avviene secondo uno schema tipico, con punte di concentrazione di particelle inquinanti ultrafini e gas che si alternano a periodi prolungati di ridotta esposizione.10
    Sfortunatamente, il livello di attenzione da parte delle autorità regolatorie e, ancor più, di chirurghi, anestesisti e manager di strutture ospedaliere nei confronti del problema dell’inquinamento da fumi chirurgici non è quello che dovrebbe essere. 19-23 Un’indagine condotta nel Regno Unito ha rivelato che soltanto 3 chirurghi su 98 faceva uso di aspiratori di fumo, sebbene il 72% di quegli stessi chirurghi ritenesse inadeguate le misure adottate nei loro centri per proteggere lo staff e i pazienti dai fumi chirurgici.23